Ci sono situazioni a cui, per niente al mondo, rinuncerei.
Incontrare le ragazze e i ragazzi dell’istituto Papareschi è stato per me, ma per tutte le amiche del cenacolo letterario IlCuoreSePotessePensare, un’emozione indimenticabile.
Quando la professoressa Biondi ha ufficializzato che il nostro libro La parola al cuore era stato scelto da alcune classi come lettura, ci siamo sentite tutte molto lusingate.
Il nostro libro, scritto con tanta fatica e impegno, autoprodotto e presentato a settembre 2025 presso la biblioteca Guglielmo Marconi, ci aveva già dato notevoli soddisfazioni.
Era arrivato in pieno, all’intero quartiere, il messaggio del nostro gruppo tutto al femminile, che da dieci anni s’impegna a favore della cultura e del rispetto nei confronti delle donne; ricordiamo che tutto il ricavato era stato devoluto in libri presso un centro antiviolenza aperto da poco in zona Marconi.
Nonostante ciò, essere state scelte e “lette” da un gruppo di adolescenti, ci ha fatto impazzire dalla felicità.
Così come l’idea di incontrarli, un po’ ci preoccupava.
A dire la verità ci sembrava impossibile che si fossero interessati alle nostre storie, eravamo quasi certe che, le centoventi pagine, li avessero convinti a sceglierci piuttosto che prendere in considerazione altri libri più “robusti”.
E invece…
E’ stato molto emozionante vederli seduti con il nostro libro tra le mani che ci ascoltavano e, meraviglia delle meraviglie, con partecipazione; già ci sarebbe bastato.
Ma poi sono arrivate le domande, inizialmente pronunciate timidamente, ben formulate, per niente banali, centrate.
A un certo punto la simpatia, l’affetto reciproco ha scavalcato ogni barriera e davvero ci siamo sentite un tutt’uno con questi ragazzi e ragazze che potevano essere figlie, figli, nipoti e a cui avremmo potuto essere madri, zie ma soprattutto ci siamo sentite reciprocamente lettori e lettrici.
Riteniamo che aver avuto come platea un gruppo di adolescenti, sia stato davvero il più alto riconoscimento di un faticoso lavoro svolto a più mani.
La loro partecipazione ci ha fatto bene: ora sappiamo che un futuro migliore è possibile.
Alla prossima.
Maria Cristina Porfiri

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