Martedì 21 aprile 2026, dalle ore 12:00 alle ore 13:30, presso la sede succursale dell’Istituto, si è svolta la cerimonia di inaugurazione dell’Aula teatro intitolata a Francesco Ferrante, momento di intensa partecipazione e profonda condivisione per l’intera comunità scolastica. L’evento ha avuto inizio alle ore 11:45 con l’accoglienza degli invitati davanti all’ingresso dell’aula, dove si è tenuto il solenne svelamento della targa commemorativa, simbolo tangibile di un ricordo che continua a vivere nella quotidianità della
scuola.
Alla cerimonia hanno preso parte gli studenti della classe frequentata da Francesco, i docenti, i membri del Consiglio di Istituto, i familiari e numerosi altri presenti che hanno avuto modo di conoscerlo e apprezzarne le qualità umane. L’incontro si è configurato come un momento di raccoglimento e riflessione, ma anche di testimonianza viva dell’eredità affettiva e morale lasciata dal giovane.
Coordinata con sensibilità dalla professoressa Mariani, la cerimonia è stata scandita da diversi interventi che hanno restituito, attraverso parole e ricordi, il valore della persona a cui l’aula è stata dedicata.
Il dirigente scolastico prof.ssa Paola Palmegiani ha dato il benvenuto ai presenti ed ha introdotto la cerimonia commentando la citazione tratta da Mrs Dalloway di V. Woolf scelta per l’evento:
“Eppure, il sole era forte.
Eppure le cose si superano.
Eppure, la vita a modo suo sommava giorno a giorno.”
Particolarmente significativo è stato il riferimento alla partecipazione degli studenti all’iniziativa Race for the Cure, prevista per domenica 10 maggio, occasione in cui il nome di Francesco sarà ancora una volta presente come segno di impegno, solidarietà e memoria condivisa.
Lo studente Manuel D, compagno di classe di Francesco, ha letto un brano scritto dagli studenti della classe 3 CS.
Leggerò un brano tratto da “La signora Dalloway” di Virginia Woolf
La fontana era nel mezzo di un boschetto, lontano dalla casa, tutt’intorno cespugli e alberi. Lei arrivò, perfino in anticipo, e si trovarono uno di fronte all’altra con la fontana in mezzo, la cannella (rotta) che gocciolava senza tregua. Come si fissano nella mente certe scene! Il muschio verde intenso, ad esempio.
Lei non si mosse. “Dimmi la verità, dimmi la verità”, lui continuò a ripetere. Gli sembrava che la testa scoppiasse. Lei pareva si fosse irrigidita, pietrificata. Non si mosse. “Dimmi la verità”, ripeté lui, quando d’improvviso di affacciò il vecchio Breitkopf con il Times sotto il braccio, li guardò stupito, rimase a bocca aperta e filò via. Nessuno dei due si mosse. “Dimmi la verità”, ripeté lui. Lei era di ferro, era di pietra, rigida fino al midollo. E quando disse: “Non serve, non serve. È finita”, dopo che lui ebbe parlato per ore, con le lacrime che gli rigavano le guance, fu come se lo avesse schiaffeggiato in pieno viso. Si voltò, lo lasciò lì, se ne andò.
“Clarissa!” gridò lui. “Clarissa!” ma lei non tornò indietro. Era finita. Lui se ne andò quella notte stessa. Non la rivide mai più.
Era stato tremendo, gridò, tremendo, tremendo!
Eppure, il sole era forte.
Eppure le cose si superano.
Eppure, la vita a modo suo sommava giorno a giorno.
Abbiamo scelto questo brano perché parla di una separazione, di un addio, ma anche di una luce che possiamo e dobbiamo mantenere nei nostri cuori per far sì che Francesco sia sempre con noi.
Nel brano c’è un uomo che chiede alla donna amata la verità e questo ci ha fatto ricordare di quanto Francesco fosse consapevole di tutto, di quanto abbia lottato e quanto si sia aggrappato alla sua vita con tutte le forze.
L’autrice scrive che le cose si superano. In questo caso, non crediamo possa essere possibile ma pensiamo e sentiamo che la vita a modo suo troverà la sua strada e Francesco sarà sempre lì con noi, ad accompagnare le nostre giornate, come quel sole forte che splende.
Grazie
A concludere l’evento è stato l’intervento della signora Federica Gulli, madre di Francesco, le cui parole, cariche di emozione e dignità, hanno profondamente toccato i presenti, suggellando un momento di autentica vicinanza umana.
Al termine della cerimonia, gli ospiti sono stati accolti presso la Biblioteca “Luca Serianni”, dove è stato allestito un buffet, offrendo così un’occasione ulteriore di incontro e dialogo.
L’inaugurazione dell’Aula teatro “Francesco Ferrante” rappresenta non solo un tributo alla memoria, ma anche un segno concreto di continuità educativa e culturale, capace di custodire e trasmettere valori che resteranno vivi nel tempo.
Foto evento:
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